Intrattenimento televisivo: come sono mutati i gusti degli italiani dagli anni ‘80 ad oggi

Intrattenimento televisivo: come sono mutati i gusti degli italiani dagli anni ‘80 ad oggi

Novembre 25, 2020 Off Di Redazione

In molti, non a torto, sostengono che Internet – negli ultimi dieci anni – ha sostituito la televisione come mezzo di informazione e svago preferito dagli italiani. Le analisi, in tal senso, si perdono nella notte dei tempi ed è difficile, ad onor del vero, stabilire se questa affermazione sia effettivamente veritiera, nonostante è fuor di dubbio come il web sia diventato un vero e proprio punto di riferimento per tutti noi.

Il vecchio e caro “tv color”, però, resta sempre nel cuore di tutti noi. Ed è innegabile come, a tutt’oggi, sia il mezzo preferito per gustarsi nel miglior modo possibile un film o una partita di calcio, piuttosto che una serie televisiva o il nostro programma televisivo preferito. Ed è proprio su quest’ultimi che concentreremo la nostra attenzione, analizzando quali siano i generi preferiti dagli italiani alle soglie del terzo decennio del nuovo millennio.

Dal varietà al talent Show: cambiano le preferenze dei telespettatori italiani

D’altro canto, nel bene o nel male, la televisione ha scandito le giornate degli italiani dagli anni ‘80 in avanti, diventando un mezzo grazie al quale informarsi, divertirsi e, in alcuni casi, contribuire all’alfabetizzazione del popolo italiano. Va da sé che gli spettacoli televisivi siano radicalmente mutati nel tempo, andando incontro al cambio della società o, in talune circostanze, anticipandone le mutazioni.

I citati anni ‘80, ad esempio, sono stati un decennio contraddistinto dalla leggerezza e dalla voglia di spensieratezza: non è casuale, in tal senso, come i varietà, che hanno reso immortali alcuni personaggi come Lorella Cuccarini e Pippo Baudo, o i game show più stuzzicanti ed imprevedibili com’era Colpo Grosso, che mostrava bellezze sensuali e raffinate paragonabili alle escort Asti dei giorni d’oggi, abbiano riscontrato il gradimento degli abitanti del Belpaese.

Oggi il varietà, perlomeno per come era inteso in quel periodo, è definitivamente scomparso. E a farla da padrona sono, a conti fatti, alcune competizioni nella quale si esibiscono nuovi talenti, come il caso di Amici di Maria De Filippi, o alcuni vip alle prese con prove di ballo o canto (Ballando sotto le stelle e Tale e quale Show, ne sono gli esempi più nitidi).

I talent show, tra i quali non possiamo scordarci di X Factor, sono il genere preferito dagli italiani negli ultimi cinque anni, anche se il rischio “inflazione”, dati gli innumerevoli programmi di questo segmento presenti nel panorama nazionale, è indubbiamente elevato. Non sono pochi gli esperti del settore che prevedono un ridimensionamento del genere, un po’ come avvenuto nel caso dei reality.

I quiz: un genere intramontabile a discapito del cambiamento della società italiana

Esso, a tutt’oggi, è certamente un genere tra i prediletti degli italiani, ma siamo ben lontani dagli inizi del nuovo millennio, quando il debutto assoluto del “Grande Fratello”, di fatto il primo reality sbarcato nella storia televisiva italiana, riscontrò un successo inatteso, con ascolti stabilmente superiori ai 10 milioni a puntata e picchi di quasi il 45% di share durante la finalissima della prima edizione, vinta poi dalla bagnina bresciana Cristina Plevani.

Ed è proprio questo reality che testimonia, meglio di qualunque altro, come gli amanti del genere abbiano radicalmente mutato le proprie preferenze. Se un tempo la presenza di persone comuni, o pseudo tali, accendeva la curiosità degli italiani, oggi il Grande Fratello è diventato un programma di discreto successo grazie alla presenza di personaggi già noti nel mondo dello “showbiz”.

A fare da “trait d’union” tra la televisione di un tempo e quella attuale sono rimasti, di fatto, i quiz, vero punto di riferimento per milioni di italiani: dai tempi del “Rischiatutto”, a quelli più recenti di “Chi vuol essere milionario?”, questo genere riscontra sempre un elevato gradimento, a discapito dei cambiamenti degli usi e costumi della società italiana.