Aumenti pensioni 2019: cosa c’è da sapere

Aumenti pensioni 2019: cosa c’è da sapere

Agosto 11, 2018 Off Di Redazione

Dal 2019 cambiano le regole per il discorso pensionistico, ed entreranno in vigore nuove norme. In pratica, avviene una nuova rivalutazione dei trattamenti previdenziali, tornando quindi ad essere adeguati a quella che è l’inflazione annuale. Nel nostro articolo entreremo nel dettaglio per scoprire come cambieranno le cose e come verranno calcolate le pensioni nel 2019.

Da tale rivalutazione saranno esclusi però quei i trattamenti che sono superiori a sei volte il minimo, ciò è stato infatti sentenziato come una scelta legittima dalla Corte Costituzionale. Come già si poteva sospettare dalle voci che circolavano da tempo sul tema, sarebbero state agevolate le categorie facenti parte della sfera più bassa e sacrificate invece quelle della sfera più alta, fino addirittura a escludere categorie fino allo scorso anno comprese.

Adesso andiamo a fare un viaggio all’interno delle novità che ci aspettano nell’anno prossimo, osservando chi ne potrà beneficiare e chi avvertirà in maniera significativa queste novità riguardo alle pensioni.

La perequazione

Nel 2019 torna in funzione la perequazione, strumento che era stato bloccato nel 2011 con la legge Fornero. Nel 2013 era stato ripreso però regolamentandolo con una fase transitoria che doveva cessare nel 2016, ma che poi è stato prorogato fino al 2018.

La scelta non è per niente errata secondo la corte costituzionale, in quanto la perequazione in misure percentuali decrescenti sulla base di quello che è l’aumentare dell’importo complessivo del trattamento pensionistico, è una scelta importante per favorire le categorie di pensionati con redditi più bassi.

È inoltre una scelta accolta positivamente dalla stessa corte, quella di escludere i trattamenti superiori a sei volte il minimo INPS. Questa quota parte è dunque stata destinata alla ripartizione in via prioritaria alle categorie di pensionati che al momento percepiscono pensioni più basse.

Tre scaglioni

Dal 2019 le pensioni saranno rivalutate in percentuale sulla base di quello che è il trattamento minimo. Rispetto ai 5 scaglioni della fase transitoria dello scorso anno, ce ne saranno solamente tre e così divisi:

  • Rivalutazione al 100% per tutte quelle pensioni che sono inferiori fino a 3 volte il trattamento minimo.
  • Rivalutazione al 90% per tutte quelle pensioni che sono comprese tra 3 e 5 volte il trattamento minimo.
  • Rivalutazione al 75% per tutte quelle pensioni che risultano 5 volte superiori al trattamento minimo.

Tale novità sarà effettiva già dal 1° gennaio 2019, e gli effetti si potranno vedere nel corso dell’anno.

Escluse di fatto le pensioni alte

La corte costituzionale ha stabilito che risulta legittima l’esclusione da questa rivalutazione delle pensioni che siano superiori al trattamento minimo da 6 volte in su. Il ricorso di coloro che credono di poter beneficiare dell’adeguamento non ha trovato al momento accoglimento.

Chi percepirà davvero la differenza, sono quelle categorie che hanno trattamenti nettamente più alti del minimo, in percentuale maggiore la subiranno chiaramente quelle che sono state escluse del tutto. Sebbene per quelle più basse vi sarà una rivalutazione al rialzo, in termini effettivi non saranno aumenti altissimi, per cui la differenza verrà avvertita poco.

Fonti: https://www.termometropolitico.it/1311484_2018-08-09-pensioni-2019-anticipata-20.html e https://www.inpensione.it/riforma-pensioni/aumento-pensioni-2019-categoria_372.html