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Così il presidente dell'INPS, Tito Boeri, si inserisce nel dibattito dopo l'intervento della Ragioneria generale dello Stato, ribadendo così la sua posizione sull'argomento.Guardando avanti spiega il numero uno dell' INPS al GR1 Rai ci sarebbe un "aggravio di spesa" spiega Boeri "noi stimiamo in 141 miliardi di euro". Questa decisione pertanto non andrebbe nemmeno nell'interesse dei lavoratori più deboli, dato che "col sistema contributivo più si lavora, più i trattamenti aumentano". Secondo Boeri, se una persona "percepisce la pensione più a lungo, perchè si vive più a lungo, è giusto anche che contribuisca più a lungo al sistema, altrimenti il sistema non riesce a reggere".

In pensione più tardi, oppure con assegni più bassi.

Sulle pensioni, la Ragioneria generale "ha compiuto un intervento da cartellino rosso: non è sua competenza intervenire in materia su cui, invece, sono il Governo e il Parlamento a dover decidere". E poi la Ragioneria finge di ignorare che l'età di accesso alla pensione in Italia, è superiore di tre anni alla media europea, alzarla ancora a 67 anni, sarebbe una vera e propria crudeltà verso i lavoratori.

Dopo l'allarme lanciato ieri dalla Ragioneria dello Stato (il meccanismo è "irrinunciabile" perché "costituisce la misura più efficace per sostenere il livello delle prestazioni") Boeri ha quindi confermato che slegare l'età di pensionamento all'aspettativa di vita "è pericolosissimo" perché "può avere sia effetti in avanti che all'indietro". Mentre per la Cisl, Maurizio Petruccioli ritiene il rinvio dello scatto automatico un fatto: "Necessario e sopportabile che "trova un consenso trasversale anche nelle forze parlamentari che giudicano necessario ed utile mitigare la rigidità delle regole previdenziali ed alleggerire la condizione di milioni di lavoratrici e di lavoratori che fanno lavori diversi per usura e retribuzione"".

Insomma, se le colpe sono anche e soprattutto della cattiva gestione della politica sulle pensioni, delle varie riforme che si sono avvicendate in modo contraddittorio, creando privilegiati e figli della gallina nera, anche noi italiani abbiamo avuto un rapporto piuttosto disinvolto con le pensioni. Sarà dunque pensione di vecchiaia a 67 anni. "Il processo di elevamento dei requisiti minimi e il relativo meccanismo di adeguamento automatico" sulle Pensioni sono "dei fondamentali parametri di valutazione dei sistemi pensionistici specie per i paesi con alto debito pubblico come l'Italia". La Ragioneria generale dello Stato (Rgs) nel rapporto integrale 'Le tendenze di medio-lungo periodo del sistema pensionistico', spiega: "Dal confronto con la normativa vigente, emerge fin 2021, con un profilo crescente che arriverebbe a circa 0,8 punti di Pil nel 2033".


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