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Tutto è avvenuto in pieno giorno, intorno alle 10 del mattino. Romito è stato ucciso mentre si trovava in macchina insieme a suo cognato, Matteo De Palma.

Come abbiamo detto, l'obiettivo del commando era sicuramente il presunto boss Mario Luciano Romito di 50 anni di Manfredonia, ritenuto dagli investigatori uno degli esponenti di spicco dell'omonimo clan, che negli ultimi anni sembra si sia contrapposto al clan dei Libergolis, nella cosiddetta faida del Gargano e come già detto insieme a lui in auto era presente anche il cognato che gli faceva da autista anche lui purtroppo morto all'istante. Entrambi viaggiavanoa bordo di un Maggiolone Wolksvagen, che, da quanto risulta da alcune primissime ricostruzioni, sarebbe stato improvvisamente avvicinato in questo tratto di strada da un'altra vettura non ancora identificata - con a bordo probabilmente 4 o 5 persone - da cui sarebbe partiti diversi colpi di fucile, che avrebbero mortalmente uccisi i due. Un commando ha fatto fuoco con le pistole nei pressi della stazione, fra Apricena e San Marco in Lamis, in provincia di Foggia.

L'ultimo il 26 luglio a Vieste, quando un 31enne con precedenti penali è stato ucciso da due killer all'interno del suo ristorante, davanti alla moglie e alla figlioletta di 7 mesi. Questa l'ipotesi che va prendendo piede.

Secondo una prima ipotesi potrebbe trattarsi di una vendetta mafiosa nell'ambito di una guerra fra cosche.

Non si esclude che la strage possa essere collegata a un duplice omicidio avvenuto a giugno alla periferia di Apricena. Dall'inizio dell'anno sono 17 gli omicidi avvenuti nel territorio foggiano.

Michele Merla, sindaco di San Marco in Lamis, è sconvolto per quanto successo: "Quello che è accaduto è terribile, non ci sono altre parole per descrivere quello che è successo".

Il ministro Minniti a Foggia.


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