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Tra questi, le foto di Elisabetta Canalis nella villa di George Clooney, che Neri ha scippato dalla email delle invitate per poi passarle alla Lucarelli, che poi le propose a Chi.

Assolti Selvaggia Lucarelli, Gianluca Neri e Guia Soncini: la sentenza del Tribunale di Milano è arrivata nella mattinata del 17 luglio.

Tre i capi di imputazione contestati (accesso abusivo a sistema informatico, intercettazione illecita di comunicazioni e violazione di corrispondenza) per i quali il giudice della undicesima sezione penale ha dapprima riqualificato il fatto in un altro reato e dichiarato il proscioglimento per non doversi procedere per "rivelazione del contenuto di corrispondenza". Perché, continua, la Lucarelli "alle porte di Chi ha bussato in passato per ottenere quattrini, ricevendone un secco rifiuto". I fatti risalgono al 2011 e i tre avevano respinto ogni accusa. Il cuore dell'inchiesta riguardava 191 fotografie scattate nel settembre 2010 durante il party per il 32esimo compleanno di Elisabetta Canalis nella villa di George Clooney, sul lago di Como. Per la vicenda dei segreti rubati a personaggi del mondo del cinema e della tv attraverso accessi "abusivi" ai loro account di posta elettronica la pm aveva chiesto condanne dai 10 ai 14 mesi. Soddisfatta per l'assoluzione Selvaggia Lucarelli: "Dopo 7 anni di processo e articoli infamanti (fino a ieri), sono stata assolta perché il fatto non sussiste". Oggi dico solo questo (oggi). Canalis, insieme all'altra showgirl Federica Fontana, era parte civile. Per le altre due imputazioni contestate a vario titolo ai tre imputati, invece, tra cui una presunta tentata vendita degli scatti di Canalis e un trattamento illecito di dati personali, sono arrivate assoluzioni con formula piena. P.s. Grazie, davvero, al mio avvocato Isabella Corlaita. Gli investigatori della Procura hanno appurato che l'amico della Lucarelli Gianluca Neri - noto blogger conosciuto come "Macchianera" - ha rubato le foto dalla mail di una delle invitate e le ha cedute all'opinionista che ha chiesto 120 mila euro a "Chi" per pubblicarle. E all'avvocato Caterina Malavenda.


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