Il vero atto innovativo della scuola di Don Milani era acquisire il coraggio per dire che anche la Chiesa sbaglia.

Don Primo - ha osservato Francesco - non è stato un parroco clericale ma ha dato "vita ad un vero e proprio magistero", è stato il "parroco d'Italia, la tromba dello Spirito Santo nella Bassa padana". Monsignor Napolioni, dopo la notizia, aveva espresso "la gioia sua personale e dell'intera comunità diocesana per l'annuncio inatteso, sottolineando come la visita che il Papa ha deciso di compiere nella nostra Chiesa particolare, ancora una volta confermi la speciale sintonia di pensiero e di cuore con la testimonianza profetica di questo nostro sacerdote, ancora oggi parola eloquente per tutta la Chiesa". Come il cristiano reagisce anche al sacerdote e perfino al vescovo che erra. "Qui parla don Primo", ha esordito il presule, che "continua a consolare i semplici e a infastidire quelli che si credono potenti", perché "la profezia di Bozzolo è quella di Nazaret, che il Concilio e i suoi Papi stanno facendo diventare la profezia di Roma". Tra un rinvio e l'altro il processo si concluse il 15 febbraio 1966 con la richiesta da parte del pubblico ministero di otto mesi di reclusione per don Milani e otto mesi e mezzo per Pavolini, il direttore di Rinascita la rivista del Pci che autonomamente aveva pubblicato la Lettera di Milani ai cappellani militari.

Il gesuita Padre Vanzan, che ha conosciuto da vicino il prete fiorentino e proprio il 26 giugno, ricorre il cinquantesimo anniversario della morte del priore di Barbiana, quello della prima pubblicazione di "Lettera a una professoressa".

Papa Francesco pregherà sulla tomba di don Lorenzo Milani da solo. "Come educatore e insegnante egli ha indubbiamente praticato percorsi originali, talvolta, forse, troppo avanzati e, quindi, difficili da comprendere e da accogliere nell'immediato".

Il Santo padre farà un doppio pellegrinaggio per ricordare due sacerdoti italiani: a Bozzolo (Mantova) per pregare sulla tomba di don Primo Mazzolari (1890-1959) e appunto a Barbiana per don Milani (1923-1967). Nel suo videomessaggio il Papa non ha omesso di citare "qualche attrito e qualche scintilla, come pure qualche incomprensione con le strutture ecclesiastiche e civili, a causa della sua proposta educativa, della sua predilezione per i poveri e della difesa dell'obiezione di coscienza". Le somiglianze tra la figura di don Lorenzo e di Jorge Bergoglio sono evidenti. Sulla tomba è anche incisa l'invocazione tratta dal libro di Geremia "E io non ho paura, perché seguo te, il Pastore" (Ger 17,14-16), che don Mazzolari trascrisse di suo pugno: sembra di vederlo, il parroco di Bozzolo, imperterrito e pieno di fede mentre si espone per i diritti dei poveri e contro il fascismo senza essere compreso dalla sua Chiesa.

Si prepara un evento mediatico assimilabile alle fiction televisive che propinano preti detective e suore psicologhe. Per la popolazione e i fedeli il parroco di Vicchio allestirà dalle 8 uno schermo in chiesa a Vicchio dove seguire la visita a Bozzolo e poi il discorso del Papa trasmessi in diretta dal Centro Televisivo Vaticano.


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