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Salvatore Garofalo muore d'infarto mentre gli demoliscono la casa Campolongo. La tragedia è avvenuta nel Salernitano, a Eboli, in località Campolongo. "Non appena il mio cliente ha saputo dell'imminente demolizione, ha avuto un infarto fulminante che non gli ha dato scampo" spiega l'avvocato che ha seguito tutta la storia, precisando che il 64enne non aveva altri immobili di proprietà e quindi la demolizione poteva essere perlomeno posticipata. L'abuso edilizio gli è stato invece contestato nel 1998. La casa era abusiva ma secondo il legale c'erano almeno tre motivi per rinviare la demolizione.

Si sono svolti i funerali di Garofalo, la cui salma è stata tumulata nel cimitero di Eboli. "Abbiamo ereditato una situazione di abusivismo drammatico", queste le parole del primo cittadino, Massimo Cariello. I familiari di Garofalo e i medici del 118 hanno tentato invano di rianimare il paziente. Rispetto alla demolizione della casa, conclude Cardiello, vi era anche un ricorso pendente alla Corte di Appello di Salerno, sul quale i giudici ancora non si erano espressi. Lo scorso maggio a Garofalo, che viveva insieme alla moglie, al figlio e tre nipoti minorenni, viene notificato un ordine di sgombero che sarà attuato entro il 7 giugno. Dopo la tragedia, il sindaco di Eboli, si è detto addolorato, ma ha difeso così quella scelta, disposta dal Magistrato prima che il comune si esprimesse sulla richiesta di sanatoria. Salvatore Garofalo però non ha resisto al dolore per una casa costruita con i suoi sacrifici (anche se comunque abusivamente, questo rimane un problema): "Se si fosse attesa l'approvazione del ddl Falanga, ormai in dirittura d'arrivo - aggiunge l'avvocato - la casa di Garofalo sarebbe finita in coda in quanto abitata". Il Movimento 5 stelle ha negato un rapido esame del provvedimento in sede deliberante, con evidenti scopi ostruzionistici, nonostante il testo abbia già avuto il via libera dai due rami del parlamento.


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