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Così il Papa ha esordito nella sua tappa a Bozzolo dove ha reso omaggio alla tomba di Don Primo Mazzolari. -Nel giardino adiacente: il Santo Padre tiene un discorso commemorativo, alla presenza dei discepoli, di un gruppo di sacerdoti della Diocesi e di alcuni ragazzi ospiti di case-famiglia (in totale 200 persone circa). "Così possiamo diventare Chiesa povera per e con i poveri, la Chiesa di Gesù", ha assicurato Francesco: "Quella dei poveri è definita da don Primo un " esistenza scomodante', e la Chiesa ha bisogno di convertirsi al riconoscimento della loro vita per amarli così come sono: 'I poveri vanno amati come poveri, cioè come sono, senza far calcoli sulla loro povertà, senza pretesa o diritto di ipoteca, neanche quella di farli cittadini del regno dei cieli, molto meno dei proseliti'", la frase di don Primo citata dal Papa. Per la popolazione e i fedeli il parroco allestirà dalle 8 uno schermo in chiesa a Vicchio dove seguire la visita a Bozzolo e poi il discorso del Papa trasmessi in diretta dal Centro Televisivo Vaticano. Un mazzo di fiori di campo sarà invece depositato sulla tomba di don Milani poco prima dell'arrivo del Papa, che salirà con la jeep.

La riflessione del Papa si è incentrata su "tre scenari che ogni giorno riempivano occhi e cuore" di Don Primo: "il fiume, la cascina e la pianura". "Perché essi hanno visto lontano, e seguirli ci avrebbe risparmiato sofferenze e umiliazioni". Come educatore ed insegnante Don Milani ha indubbiamente praticato percorsi originali, talvolta, forse, troppo avanzati e, quindi, difficili da comprendere e da accogliere nell'immediato. E aggiunge: "Chi conosce il povero, conosce il fratello: chi vede il fratello vede Cristo, chi vede Cristo vede la vita e la sua vera poesia, perché la carità è la poesia del cielo portata sulla terra". Diceva: "'il cristiano non dovrebbe contarli i poveri, ma abbracciarli'". Betori, arcivescovo di Firenze. A destra della tomba è stata collocata la rosa d'argento che lo stesso Francesco ha donato lo scorso gennaio.

Papa Francesco sarà oggi sui luoghi di don Lorenzo Milani a Barbiana, e di don Primo Mazzolari, a Bozzolo. Fin dall'inizio il suo obiettivo fu abbattere i muri divisori tra Dio e i non credenti, tra il Vangelo e i "lontani", tra il prete e i poveri, e capì subito che per raggiungerlo non doveva stare in parrocchia, ma andare a cercare gli "infedeli" nelle case, nelle fabbriche, nelle Case del popolo e farsi, come insegna san Paolo, "tutto a tutti" (1 Cor 9,22): non solo povero tra i poveri e orfano tra gli orfani, ma anche, in un mondo ormai avviato verso la guerra fredda, operaio tra gli operai e "comunista tra i comunisti".

Trattandosi per desiderio del Papa di una visita privata e non ufficiale, a Barbiana non saranno previsti incontri con le autorità civili e militari: pertanto, come precisa l'Arcidiocesi di Firenze tutta l'organizzazione è stata fatta nel rispetto della volontà del pontefice. Poi, fuori e all'interno nella chiesa il Papa incontrerà poi gli ex allievi di don Milani ancora viventi.


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