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Le loro testimonianze sono emerse nel corso delle indagini sul caso Vatileaks sui dossier riservati che nel 2012 e poi nel 2014 sono stati portati fuori dalla Santa Sede e in parte consegnati ai giornalisti Emiliano Fittipaldi e Gianluigi Nuzzi.

In particolare l'avvocato Sgrò ha sollecitato la visione dei documenti e si è rivolta direttamente a sua Eminenza Pietro Parolin, chiedendo di essere ricevuta per spiegare ulteriori aspetti della triste vicenda. La determinazione del fratello di Emanuela, Pietro, non si ferma di fronte al muro che il Vaticano ha sempre innalzato attorno alla verità sulla vicenda e che potrebbe celare la necessità di coprire qualcuno. Di più non viene specificato, ma il colloquio dovrebbe riguardare le fonti che hanno riferito l'esistenza di questi documenti inediti. L'ultimo mistero di un giallo che sembra non avere fine. Una posizione che però non ha scoraggiato il fratello della giovane, scomparsa il 22 giugno del 1983 all'età di quindici anni. È il cambio di passo per rompere quel silenzio che dura da anni e coinvolge inevitabilmente le gerarchie della Chiesa. In quell'occasione spunta di nuovo il fantomatico dossier sulla scomparsa di Emanuela Orlandi.

Nell'istanza mossa dalla famiglia di Emanuela Orlandi si fa un riferimento esplicito: "Alcune fonti riferiscono dell'esistenza presso la segreteria di Stato del dossier con dettagli anche di natura amministrativa dell'attività svolta dalla segreteria di Stato ai fini del ritrovamento". E tra gli atti elencati già acquisti dalla procura, se ne cita uno, datato 22 aprile 1994, nel quale si ammetteva che "tutta la dolorosa vicenda fu seguita a fondo direttamente dalla segreteria di Stato". L'unico a poter intercedere ora è Pietro Parolin, il Segretario di Stato che Papa Francesco ha voluto per sostituire il cardinale Tarcisio Bertone.

"Per noi, il caso Orlandi è un caso chiuso". "Sono stati già dati tutti i chiarimenti che ci sono stati richiesti". Così monsignor Angelo Becciu, sostituto della Segreteria di Stato vaticana, risponde alla richiesta dei familiari di Emanuela Orlandi di riaprire il dossier sulla sua scomparsa. Non possiamo fare altro che condividere, simpatizzare e prendere a cuore la sofferenza dei familiari. "Non so se la magistratura italiana ha nuovi elementi, ma -ribadisce Becciu- da parte vaticana non c'e' nulla da dire in piu' di quanto non si sia gia' detto".


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