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"Spero che oggi si possano identificare priorità e un calendario che mi permetta di riferire al Consiglio europeo, che abbiamo avuto un apertura costruttiva dei negoziati".

"Per la Brexit non saremo né "hard" né "soft", ma cordiali, solidi".

La distinzione è lessicale, bensì molto sostanziale. In altre parole, il governo britannico di Theresa May vorrebbe strappare a Bruxelles il potere di decidere sui flussi migratori dalla UE. Ci sono altre "questioni importanti", ha aggiunto, "che riguardano le Agenzie che dovranno lasciare il Regno Unito, compresa l'Agenzia del farmaco con Milano città candidata e la questione dell'Irlanda del Nord". Non sorprende quindi che, in occasione della recente visita di Theresa May a Parigi, il presidente francese, Emmanuel Macron, abbia affermato che le porte dell'Unione sono sempre aperte, nel caso in cui il Regno Unito cambi idea, anche se - ha avvertito - man mano che il negoziato procede, l'operazione potrebbe risultare sempre più difficile. La partenza del negoziato sulla Brexit non ha subito ritardi dopo il risultato delle elezioni britanniche dello scorso 8 giugno, che hanno visto crollare la maggioranza del partito conservatore al governo, incaricato della trattativa.

Come ogni divorzio che si rispetti, il tasto dolente è quello economico.

Dalla riduzione del 6,8% delle esportazioni alimentari al taglio del 12,7% del tessile fino al calo del 13,6% dei macchinari l'effetto Brexit si fa sentire sui simboli del Made in Italy in Gran Bretagna dove complessivamente si registra un brusco contenimento dell'8% nelle esportazioni di prodotti italiani.

Se per il semplice avvio dei negoziati c'è voluto un anno intero, quanto tempo servirà per arrivare fino in fondo al processo di uscita del Regno Unito dall'Unione europea? Il secondo sarà quello degli aspetti finanziari e poi ci sarà da risolvere la questione Irlanda. L'Europa chiede al Regno Unito che ai tre milioni di europei residenti Oltremanica venga concesso un diritto di residenza a vita. Sul tavolo degli accordi negoziali anche il rispetto degli impegni presi da Londra nell'ambito del bilancio pluriennale 2014/2020. Soluzione che complicherebbe i piani sia dell'Unione sia di Londra e che comporterebbe gravi ripercussioni politiche ed economiche. Ma da Londra rispondono picche anche perché uno dei cavalli di battaglia della propaganda Brexit sono stati proprio i risparmi delle casse pubbliche.

Goldman Sachs, banca d'affari di Wall Street, tra le altre, sarebbe pronta a volare a Francoforte, trasferendo sul continente mille dipendenti. Destinazione? O Madrid o Francoforte. La britannica Lloyds Banking Group scommetterà sulla Germania (e su Francoforte).


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