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La Procura svedese ha infatti annunciato la chiusura delle indagini preliminari aperte nel 2010 contro il fondatore di Wikileaks per un presunto stupro. Dopo sette anni, il procuratore svedese, Marianne Ny, ha deciso di chiudere l'indagine e, in una nota pubblicata sul sito della procura, ha affermato che fornirà "ulteriori dettagli in una conferenza stampa annunciata per le ore 12 svedesi".

Nonostante l'archiviazione Scotland Yard è tuttavia obbligata a rispettare il mandato di cattura emesso dalla Westminster Magistrates' Court, se il fondatore di Wikileaks dovesse uscire dall'ambasciata. La decisione arriva alla vigilia dell'udienza del tribunale che dovrà decidere sul mandato di cattura internazionale emesso a suo tempo dalla Svezia.

Era proprio questo il motivo per cui Assange si è sempre rifiutato di andare in Svezia collaborare con la giustizia svedese: temeva di essere estradato negli Stati Uniti, e lì di essere incriminato per aver divulgato centinaia di migliaia di documenti diplomatici riservati. La scelta è dipesa dalla convinzione che il "trasferimento" del fondatore di Wikileaks "non è possibile nell'immediato futuro", ha chiarito Ny. Nel 2010 Assange fu accusato di stupro da due donne che avevano ritrattato e poi riconfermato: la procura emise un mandato d'arresto che molti hanno ritenuto fosse strumentale alla sua estradizione verso gli Stati Uniti, che non hanno mai dimenticato la pubblicazione dei cablo diplomatici di decine di ambasciate a stelle e strisce nel mondo. Se Assange rimettesse piede in Svezia prima dei termini di prescrizione del reato, cioè entro il 2020, il processo si potrebbe riaprire. La Anderson si dice convinta del ruolo rivestito dal governo americano nella vicenda: "È una montatura per estradarlo verso gli Stati Uniti, che vogliono distruggerlo". Ma se tornasse in Svezia, lo arresteremmo.

Le autorità e l'intelligence americana a loro volta non negano di considerare Assange un nemico per aver diffuso attraverso Wikileaks documenti segreti e rivelazioni imbarazzanti su Washington.

Wikileaks lancia ora la sua sfida alla Gran Bretagna, dopo l'archiviazione delle accuse svedesi. Fu, quello, un colpo durissimo inferto all'amministrazione Obama, che solo al termine del su doppio mandato ha voluto perdonare Chelsea Manning, marine che aveva girato i file ad Assange.


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