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Il motopesca "Ghibli Primo", di proprietà della nota società mazarese Lumifa e iscritto al compartimento marittimo di Mazara del Vallo, è stato fermato da miliziani libici questa mattina in acque internazionali vicine alla Libia. "Certo la preoccupazione nostra e dei familiari dell'equipaggio è grande, visto che il Ghibli si trova in una zona calda dove si susseguono combattimenti fra miliziani di diversi fronti e l'allerta terroristica è alta". L'azione odierna è avvenuta con "una modalità inusuale - osserva Tumbiolo - in quanto il peschereccio si trovava nelle acque internazionali antistanti il Protettorato di Tobruk le cui autorità prontamente contattate erano all'oscuro dell'episodio".

"La marineria di Mazara del Vallo - denuncia l'armatore - negli ultimi decenni ha salvato molte vite umane nel Mediterraneo ma anche pagato in vite umane e soldi di sequestri".

"L'equipaggio, composto da quattro marittimi italiani e da tre marittimi tunisini, sta bene".

Il motopesca "Ghibli Primo" fermato due giorni fa dai miliziani libici "può tornare in mare" ed "i membri dell'equipaggio dalle loro famiglie". I due motopesca erano stati poi liberati nel pomeriggio del giorno seguente. E il capo della diplomazia italiana esulta: "Ancora un ottimo risultato".

"Quando la Sicilia, lo Stato e tutte le istituzioni fanno sistema siamo pronti a risolvere nell'arco di poche ore situazioni di crisi delicate e complesse nel Mediterraneo" dice l'assessore Cracolici che esprime "soddisfazione" per l'esito di "questa incresciosa vicenda" e ringrazia "tutte le autorità nazionali e militari e anche il Distretto della pesca diretto da Giovanni Tumbiolo per l'opera di coordinamento che ha messo in campo in queste ore insieme a tutti i soggetti istituzionali coinvolti".

Scuote la testa il sindaco di Mazara del Vallo, Nicola Cristaldi: "Si ripete il triste rituale dei sequestri di natanti mazaresi in navigazione nel Canale di Sicilia".

Al momento sembra che per i sette marittimi si prepari una notte nel porto libico di Ras al Helal.


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