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Secondo il coroner, ad ucciderlo è stata un 'evento cardiaco che ha causato una probabile aritmia indotta da caffeina'.

Si chiamano energy drink e sono amatissimi soprattutto dagli studenti, per i loro veri o presunti effetti positivi sulla concentrazione, capaci di tenere svegli e iperattivi per ore. Nel 2012 un parere del Comitato nazionale per la sicurezza alimentare del ministero della Salute giunse alla stessa conclusione: il consumo eccessivo di energy drink non e' "scevro da rischi per la salute umana". Troppa caffeina? Beh, fondamentalmente la crociata contro questo genere di bevande ormai è partita già da anni, ma non si conosce davvero il modo per poter porre fine e rimedio a questa silenzioso "cancro" della società moderna.

Se sono chiari i rischi di queste bevande, meno lo è la consapevolezza tra i giovani.

I risultati positivi, almeno secondo gli entusiasti aficionados, sono noti: miglioramento del livello di attenzione, dei tempi di reazione, della memoria, della reattivita' psicomotoria: un'esplosione delle performance cognitive quanto mai apprezzata dai giovani, studenti in testa.

Ma non c'è solo la caffeina tra gli ingredienti che preoccupano gli scienziati. Scolarsi una lattina di questa bevanda, insomma, significa bersi tutto d'un fiato oltre sette tazze (non tazzine, tazze) di caffe'. Quasi cinque anni fa il Dipartimento Politiche antidroga aveva rivelato che nel nostro paese sono molti i giovani che in una serata consumano tra 8 e 15 energy drink, ingerendo una quantità di caffeina che può raggiungere i 1500mg che, insieme al consumo di sostanze stupefacenti può portare a conseguenze potenzialmente letali. Il coroner che si è occupato della disamina del cadavere, Gary Watts, spinge proprio sulla velocità d'assunzione della bevanda come causa dell'infarto, dicendo che probabilmente il ragazzo si è affrettato a berla per entrare in tempo a lezione: "La stessa quantità ingerita un altro giorno non avrebbe causato nulla", spiega il medico legale al 'Indipendent'.


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