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La Corte d'Appello di Trento ha riconosciuto il legame tra i figli e il padre non genetico, in relazione al caso di due bambini nati negli Usa con la maternità surrogata. Si tratta di un caso che non ha precedenti nel nostro Paese, in quanto la maternità surrogata è proibita.

I giudici hanno rigettato l'ipotesi della sussistenza di motivi di "ordine pubblico" per rifiutare la trascrizione, hanno riconosciuto il diritto dei minori a veder riconosciuta la continuità affettiva e hanno sottolineato come il mancato riconoscimento dei legami avrebbe pregiudicato l'identità familiare.

La Corte di Appello di Trento si è espressa così: L'insussistenza di un legame genetico tra i minori e il padre non è di ostacolo al riconoscimento di efficacia giuridica al provvedimento straniero. "Come donne e come madri - concludono le vicepresidenti nazionali del Forum famiglia - siamo convinte che un bambino abbia il diritto ad avere una mamma e un papà e, soprattutto, che sia una delle violenze peggiori strappare un figlio dal seno di sua madre".

Dello stesso tenore l'intervento del Popolo della Famiglia di Verona in cui si legge che: "la sola indifesa vittima della carneficina giuridica, e ancor prima antropologica, è il bimbo, ridotto a oggetto di uno spasmodico desiderio di ottenere ciò che non si può avere per natura".

Due omosessuali riconosciuti come padri. Con il comma 20, infatti, è stato dato un chiaro messaggio ai giudici, confermandone la possibilità di legiferare nella direzione della genitorialità gay. "In Italia l'utero in affitto è reato e il nostro ordinamento non prevede le adozioni gay: il lavoro della magistratura italiana è applicare la legge, non scrivere sentenze che la aggirano", sostiene la presidente di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni.

La maternità surrogata, quindi quella pratica per cui brutalmente si definisce l'utero in affitto di una donna, sarà tacitamente accettata.

"Si tratta di un riconoscimento di genitorialità piena, ovvero non nelle forme di un'adozione in casi particolari, sicché il secondo padre risulterà ora a tutti gli effetti nella seconda "casella" del certificato di nascita dei minori". Non è vero che il minore viene così tutelato, il soggetto maggiorenne può comunque garantire economicamente il minore applicando gli articoli del codice civile in tema di rendite e altro senza diventare mammo o papà 1 o 2. Per questo non occorre demonizzare, quanto integrare una norma che tacitamente ha già fatto il suo ingresso nella nostra consuetudine.


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