KXIP vs KKR Live Score

Innanzitutto viene confermato che l'aumento del Pil è dello 0,9%, come dicevano i dati preliminari. Per quanto riguarda il contributo alla variazione del Pil, la domanda nazionale è risultata positiva per 1,4 punti, mentre la variazione delle scorte e la domanda estera netta hanno fornito apporti negativi. Secondo Istat a livello settoriale, il valore aggiunto ha registrato aumenti in volume nell'industria in senso stretto (1,3%) e nelle attività dei servizi (0,6%). Il valore aggiunto ha invece segnato dei cali nell'agricoltura, silvicoltura e pesca (-0,7%) e nelle costruzioni (-0,1%).

Il rapporto deficit/Pil è sceso nel 2016 al 2,4% dal 2,7% (dato rivisto) del 2015: si tratta del risultato migliore dal 2007.

Gli investimenti fissi lordi sono aumentati del 2,6%, le esportazioni di beni e servizi sono cresciute del 13,8% e le importazioni di beni e servizi sono aumentate del 5,9% annuo nel quarto trimestre del 2016. Nel 2016 le uscite totali delle Amministrazioni pubbliche sono diminuite dello 0,1% rispetto al 2015. L'incidenza sul Pil è quindi pari al 47,2%.

Il report Istat appena pubblicato, non ha soltanto preso in considerazione la crescita del Pil italiano, ma anche la situazione di indebitamento delle amministrazioni pubbliche. Diversamente, le imposte dirette sono risultate in aumento del 2,3%, per effetto della crescita dell'Irpef e dell'andamento positivo dell'Ires, in parte compensate dalla riduzione delle imposte sostitutive.

L'avanzo primario (indebitamento netto meno la spesa per interessi) misurato in rapporto al Pil, è stato pari all'1,5% (1,4% nel 2015). In volume il Pil italiano è invece cresciuto di 0,9 punti percentuali e il dato si confronta con il +1,9% in Germania, con il +1,8% del Regno Unito, con il +1,6% degli USA e con l'1,1% della Francia.


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