Le indagini, coordinate dal pm Matteo Tripani, furono condotte dal Nucleo Investigativo dei Carabinieri. Questo è stato, come riporta il Gazzettino, il verdetto del giudice per l'udienza preliminare Giorgio Nicoli al termine dell'udienza svoltasi questa mattina al Tribunale. Ora rischia trent'anni di carcere, se i sospetti saranno confermati nel corso del processo di primo grado a cui verrà sottoposto davanti alla Corte d'assise di Trieste. Dopo averlo assassinato gli avrebbe poi strappato dal collo la catenina alla quale erano appese delle medagliette d'oro.

La prova indiziaria "regina" è considerata una serie di piccole macchie di sangue, trovate sotto il corpo di don Rocco e risultate coincidenti con il profilo genetico di don Piccoli: ieri, in avvio di udienza, dal gup è stata respinta la richiesta della difesa di non ammettere quali prove i referti del Ris sul Dna. Entrato nell'inchiesta come testimone, poiché vicino di stanza dell'anziano presule, Piccoli fu in seguito indagato per il delitto, secondo gli investigatori motivato da un furto di oggetti sacri scoperto da mons.

Il corpo del prelato è stato trovato nella stanza dove dormiva riverso accanto al letto. E ora don Piccoli è sotto accusa: omicidio volontario.


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