"Mi consegno agli Usa se concedi la grazia a Chelsea Manning".

È il profilo Twitter ufficiale di Wikileaks ad annunciarlo spiegando che "se il presidente degli Stati Uniti Barack Obama perdona Manning prima di lasciare l'incarico il 20 gennaio, quando entrerà in carica Donald Trump, Assange accetterà di essere estradato negli Stati Uniti".

Accusato di aver trafugato decine di migliaia di documenti riservati sugli illeciti o gli errori delle forze di sicurezza degli Stati Uniti in Afghanistan e in Iraq e di averli consegnati a Wikileaks, Manning nel 2010 è stato condannato nel 2013 a 35 anni di carcere. "Julian Assange si offre agli Usa in cambio della liberazione di Chelsea Manning" ha annunciato WikiLeaks su Twitter precisando comunque che le contestazioni del dipartimento di Giustizia statunitense contro Assange sono "chiaramente incostituzionali". Secondo Assange, la richiesta svedese sarebbe finalizzata al'estradizione negli Usa, dove dove il fondatore di WikiLeaks è accusato di spionaggio. A novembre i procuratori di Stoccolma lo hanno interrogato in ambasciata e Assange ha pubblicato online la deposizione nella quale si dichiara del "tutto innocente" e afferma di essere stato sottoposto a un trattamento "crudele, disumano e degradante". Non a caso il suo nome è rispuntato in occasione delle ultime elezioni presidenziali americane, legato agli hackeraggi messi in atto dalla Russia. Assange ha sempre negato di aver ricevuto da fonti russe la documentazione.


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