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Sempre secondo Repubblica, la causa della rimozione sarebbe da cercare nel fatto che il capo della polizia postale non ha ritenuto di avvisare i vertici istituzionali - compreso lo stesso Gabrielli - dell'inchiesta che era in corso. In pratica il capo della polizia imputerebbe a Di Legami di aver sottovalutato la portata dell'indagine sul cyberspionaggio dei politici italiani, denominata EyePyramid, e per questo non ha neanche informato i vertici del Dipartimento di Sicurezza nonostante i nomi eccellenti nel mirino del virus informatico. Ma l'interesse nazionale non esiste più?

Nella rete messa in piedi dai due arrestati, i fratelli Occhionero - sono finiti Matteo Renzi, Mario Monti, Mario Draghi, Saverio Capolupo, il cardinal Ravasi, e diversi enti come l'Enav e Regione Lazio. Tutto ciò nell'inchiesta sui fratelli Occhionero non è stato rispettato. Al posto di Di Legami è stata nominata direttore della Polizia postale, Nunzia Ciardi (qui l'articolo di Formiche.net su chi è Ciardi). Di Legami ha confermato la notizia, ma senza rilasciare ulteriori commenti. La decisione arriva il giorno dopo l'annuncio della operazione della Polizia postale e delle comunicazioni che ha portato a due arresti per una vicenda di cyberspionaggio.

Cyberspionaggio a Roma: rimosso il capo della polizia postale
Rimosso di Legami, direttore della Polizia Postale

Ieri mattina era stato proprio Di Legami a illustrare alla stampa i dettagli dell'operazione, ma in serata a "Porta a porta" sui RAIUNO a spiegare l'operazione ai telespettatori del programma condotto da Bruno Vespa era stato inviato un altro dirigente, il vice questore della Postale Ivano Gabrielli.


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