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E' quanto scoperto dalla Polizia Postale che stamattina ha arrestato due persone, un uomo e una donna, nell'ambito dell'inchiesta 'Eye Pyramid', condotta dalla procura di Roma.

I fratelli, arrestati dalla Polizia Postale la mattina del 10 gennaio, sono per ora accusati di procacciamento di notizie concernenti la sicurezza di Stato, accesso abusivo a sistema informatico e intercettazione illecita di comunicazioni informatiche.

In particolare, tra le persone spiate figurerebbero pure il banchiere Fabrizio Saccomanni, Ignazio La Russa, l'ex ragioniere generale dello Stato Mario Canzio, Saverio Capolupo, ex comandante generale della Gdf.

Politici intercettati, due arresti.
Politici intercettati, due arresti. "Spiati anche Renzi e Draghi"

IL MALWARE Le complesse indagini, protrattesi per diversi mesi, hanno consentito - spiegano gli investigatori della Polizia postale - di "individuare una rete botnet molto ben strutturata, frutto di un attacco informatico del tipo Apt (Advanced persistent threat), ingegnerizzato ad hoc sfruttando un malware particolarmente insidioso, capace di far acquisire da remoto il controllo del sistema informatico bersaglio, e consentire la massiva sottrazione dei contenuti dei pc colpiti". È molto probabile, inoltre, che questa vicenda "non sia un'isolata iniziativa dei due fratelli ma che, al contrario, si collochi in un più ampio contesto dove più soggetti operano nel settore della politica e della finanza secondo le modalità" degli Occhionero. Tra gli 'spiati' dall'organizzazione figurano anche Matteo Renzi e Mario Draghi. L'indagine ha preso le sue mosse dalla segnalazione al Cnaipic dell'invio di una mail, indirizzata ad un amministratore di rilievo di un'infrastruttura critica nazionale, contenente il malware Eyepiramid.

Tra gli osservati dall' "Occhio della Piramide" gli appartenenti ad una loggia massonica, archiviati sotto la sigla "BROS" (fratelli) in una cartella piazzata in una delle numerose drop zone all'estero. È così che, secondo gli inquirenti, da anni avrebbero rubato contenuti riservati, informazioni private, dati sensibili, per poi conservarli su server statunitensi, sequestrati grazie alla collaborazione della Cyber Division dell'Fbi.

Ma in mano ai due fratelli c'era un database che conteneva un elenco di 18.327 username (il nome con cui un utente viene riconosciuto online) di cui 1.793 corredate da password e catalogate in 122 categorie denominate 'Nick' che indicano la tipologia di target (politica, affari, etc...) oppure le iniziali di nomi e cognomi. L´indagine ha permesso anche di ricostruire un complesso scenario fatto di societa' "a scatole cinesi" nazionali e straniere, usate come paravento per l´acquisizione, in via anonima, di servizi informatici all´estero. E proprio il concreto pericolo di una fuga degli indagati, titolari di diverse attività fuori confine, ha infatti determinato l'emissione delle misure cautelari da parte del Gip romano.


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