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La Dia di Firenze ha messo sotto sequestro un patrimonio del valore di circa 5 mln di euro riconducibile a tre imprenditori calabresi operanti in Toscana.

Il provvedimento, emesso dalla Sezione Misure di prevenzione del Tribunale di Firenze, giunge dopo accurate indagini su una ipotesi di riciclaggio a carico dei tre e dei loro familiari, condotte dalla Dia e coordinate dalla locale Procura della Repubblica. Uno dei fulcri delle attività illecite, ha spiegato il procuratore capo di Firenze Giuseppe Creazzo, è la Sira Costruzioni Sas di Vincenzo Benincasa, residente a Montecatini, costituita nel 2002, con sede a Strongoli, di cui Iuzzolino, con le moglie, le due figlie e il genero, detiene oltre il 50% del capitale.

Le indagini hanno evidenziato contatti tra i soggetti e gli appartenenti alla famiglia Giglio, organici all'omonima 'ndrina che domina a Strongoli, nei cui confronti sono state fatte transazioni di denaro senza alcuna giustificazione lecita.

Nello specifico, attraverso una società di costruzioni edili è stata sviluppata un'articolata operazione immobiliare per la costruzione di 66 appartamenti su un terreno sito a Prato, acquistato per oltre un milione e trecentomila euro, la cui provvista di denaro è stata fornita in contanti e senza l'ausilio di alcun finanziamento bancario. Non potevano sfuggire agli investigatori le movimentazioni dei conti bancari di tutti i componenti dei rispettivi nuclei familiari, in cui sono stati versati dal 2009 al 2014 contanti per oltre un milione.


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