Lo rende noto il ministero dell'Economia che ha pubblicato i dati aggiornati dell'Osservatorio del Dipartimento delle Finanze. Tante sono state, infatti, le partite Iva aperte nel mese di novembre. La rimanente percentuale (0,9%) fa riferimento a soggetti non residenti e ad altre forme giuridiche. "Rispetto al mese di novembre 2015 si rileva un calo di avviamenti per le persone fisiche (-15,4%) e per le società di persone (-3,5%) e un incremento dell'1,6% per le società di capitali".

La crescita più evidente (sempre in confronto a novembre 2015) si registra però in Calabria e Sardegna, ed è rispettivamente pari al 15,7 e all'11,9%. Rispetto allo stesso mese del 2015, si registra una flessione del 10,6%.

Questo dato - sottolinea il Mef - "è influenzato dagli incrementi nel settore dell'agricoltura, che sono presumibilmente dovuti all'emanazione dei bandi regionali legati al nuovo Programma di sviluppo rurale (Psr) 2014-2020, promosso della Commissione Europea".

Per quel che riguarda invece la suddivisione delle partite Iva in base alla natura giuridica, quelle delle persone fisiche svettano con il 65% di nuove aperture, sul totale, nel mese di novembre del 2016.

La classificazione per settore produttivo premia ancora il commercio che tiene saldo tra le mani lo scettro del comando e continua a registrare il maggior numero di avviamenti di partite Iva (+ 26,2% del totale), seguito dall'agricoltura (+ 1,1%) e dalle attività professionali (+ 10,3% circa). Rispetto al corrispondente mese dell' anno 2015, tuttavia, la distribuzione per classi di età evidenzia un generale calo di aperture, in particolare, per i giovani (circa il 20% in meno).

Per quel che riguarda le aperture di nuove partite Iva alle persone fisiche, il 62,3% è stato assegnato agli uomini.


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