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Il colosso tedesco, all'interno dell'accordo, dovrà dichiararsi colpevole di violazione di alcune norme in Usa e l'ammontare delle sanzioni sarebbe di 4,3 miliardi di dollari.

Secondo quanto si apprende dalla bozza di accordo, riportata da numerosi media internazionali, Volkswagen si impegna anche a aumentare i controlli interni e a sottoporsi alla supervisione di un organismo indipendente, nominato dagli Usa, per la durata di tre anni. La cifra si somma ai 15 miliardi già concordati dalla casa tedesca come risarcimento per la class action. Quelli "operativi" invece sembrano non aver risentito più di tanto dello scandalo dei motori diesel: proprio ieri Vw ha presentato i risultati del 2016, con un aumento delle vendite a livello globale che ha significato la commercializzazione di 10,3 milioni di veicoli.

L'accordo arriva, come auspicato da Volkswagen, prima dell'insediamento alla Casa Bianca del neo Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, previsto per il 20 gennaio.

Il patteggiamento, se sarà accettato dalle autorità americane, dovrebbe porre finalmente la parola fine a questa triste vicenda.

Se le testimonianze fossero vere, la questione si allargherebbe a macchia d'olio coinvolgendo il top management. A Wolfsburg, nondimeno, rimangono fermi sulle loro posizioni, sostenendo che l'azienda ha ammesso le manipolazioni alle autorità americane man mano che ne veniva a conoscenza.

Volkswagen vs USA: fine del caso dieselgate?


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