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Roma, 11 gen. (askanews) - Il capo della Polizia, Franco Gabrielli ha disposto l'avvicendamento di Roberto Di Legami dall'incarico di Direttore del Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni. Le articolate attività di indagine, sia quelle altamente sofisticate dal punto di vista tecnico che quelle più tradizionali, sono state supportate da una tempestiva cooperazione internazionale, che si è rivelata indispensabile a preservare l'intero scenario quando gli arrestati si sono adoperati per distruggere da remoto le tracce dell'attività delittuosa, una volta avuto il sospetto di essere finiti nel mirino della Polizia. Da ciò scaturisce, appunto, la contestazione nei loro confronti, da parte della Procura della Repubblica di Roma, dei reati di procacciamento di notizie concernenti la sicurezza dello Stato, accesso abusivo a sistema informatico aggravato ed intercettazione illecita di comunicazioni informatiche o telematiche. Eppure, nonostante tutto, a giugno i due fratelli banchieri-hacker possono aggredire e infettare l'account personale di Matteo Renzi, di Mario Monti, di Mario Draghi, e di un centinaio di Vip della politica e dell'economia.

Oltre ai due fratelli romani fondatori della società Westland securities, è indagato anche un poliziotto è accusato di favoreggiamento.

Secondo alcune fonti del Ministero dell' Interno sono quele le reali motivazioni per cui Di Legami è stato assegnato con decisione immediata ad un nuovo incarico all'interno dell' Ucis, l'ufficio centrale del Viminale che si occupa di scorte e tutele, ma si tratterebbe di un "promoveatur ut amoveatur".

La Polizia postale ha svelato un enorme sistema di hackeraggio, in corso da almeno 6 anni, contro politici, banchieri e vertici delle istituzioni. Contattato dai giornalisti, Di Legami ha confermato la notizia della sua rimozione dal vertice della Polizia Postale delle Comunicazioni ma non ha voluto rilasciare commenti. Il paradosso è che i quattro poveri bravi poliziotti dovettero cambiare luogo di lavoro recandosi a lavorare alla Camera dei Deputati invece che nella sede dello SCO sulla via Tuscolana, dovendosi comprare e pagare a proprie spese giacche e cravatte per accedervi! La decisione arriva il giorno dopo l'annuncio della operazione della Polizia postale e delle comunicazioni che ha portato a due arresti per una vicenda di cyberspionaggio.


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