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Dopo aver colto di sorpresa politici e personaggi istituzionali, il caso dell'inchiesta sul Cyberspionaggio messo in atto dai fratelli Giulio e Francesca Maria Occhionero potrebbe avere dei risvolti interni anche alla polizia. Il capo della Polizia Franco Gabrielli ha rimosso infatti Di Legami per non aver informato i vertici delle forze dell'ordine e l'allora premier Matteo Renzi. I server in cui i due avevano immagazzinato le informazioni raccolte sono stati sequestrati negli Stati Uniti dall'Fbi. La decisione è stata presa in relazione all'inchiesta sul cyberspionaggio che ieri ha portato all'arresto di due persone: Giulio Occhionero, di 45 anni, e la sorella Francesca Maria, residenti a Londra ma domiciliati a Roma e conosciuti nel mondo dell'alta finanza capitolina. Lo stesso malware compariva nell'inchiesta sulla cosiddetta P4, ma allora non era stato possibile risalire al reale utilizzatore.

Al suo posto, come nuovo capo della Postale, arriva Nunzia Ciardi, primo dirigente finora alla guida del Compartimento del Lazio, da sempre collaboratrice strettissima del Prefetto Domenico Vulpiani "padre ri-fondatore" della Polizia Postale, la quale in passato ha già lavorato al Servizio Centrale della Polizia Postale delle Comunicazioni, per la quale quindi si tratta di un ritorno "a casa", e siamo sicuri sulla base della competenza e professionalità che le viene riconosciuta nel settore, saprà svolgere un ottimo lavoro. Interessi che per il momento sono circoscritti alla vendita di informazioni anche all'estero o usate per ricatti personali.

PERICOLO COMPROMISSIONI A SICUREZZA NAZIONALE - A partire dallo scorso 4 ottobre Giulio Occhionero - subodorando di essere controllato - ha iniziato a distruggere gli elementi di prova a suo carico cancellando dati che erano presenti nel suo pc e su alcuni server da remoto. Ma il Capo della Polizia Gabrielli non sa qualcos'altro... L'analisi dell'enorme mole di materiale sequestrato oltre oceano, inoltre, permetterà di ricostruire l'intero giro di interessi sedente dietro tale imponente esfiltrazione di dati dai sistemi informatici delle vittime, attraverso un attacco informatico del tipo APT che non ha precedenti in Italia e consentirà, altresì, l'approfondimento dei rapporti intrattenuti dagli arrestati con soggetti coinvolti in vicende giudiziarie di notevole rilievo.


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