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Due giovani italiani sono stati arrestati con l'accusa di aver vilipeso la bandiera nazionale thailandese, gesto considerato gravissimo nel paese asiatico. Per loro è solo (ma non è una scusante) un atto vandalico, non un insulto alla Thailandia, visto che rovesciano anche un vaso. I due così sono stati identificati e arrestati dalle forze dell'ordine locale e costretti a scusarsi in un video in cui si dicono pentiti per l'accaduto.

Due turisti italiani di 18 e 20 anni sono stati fermati dalla polizia thailandese per avere strappato delle bandiere nazionali mentre passeggiavano per strada.

Tutto è successo alle 3.30 del mattino di sabato: i due ragazzi - Tobia e Ian, entrambi dell'Alto Adige - percorrono un marciapiede di Krabi diretti all'hotel, sono visibilmente ubriachi, vedono alcune bandiere appese su un muro. Un gesto drammaticamente offensivo, a testimonianza di una società moderna che cade a rotoli evidenziando gesti inaccettabili (anche per legge) di questo tipo. A partire da domani inoltre, il giudice dovrà pronunciarsi sulla spinosa faccenda. Due sono gli anni di carcere che attualmente rischiano con l'ambasciata italiana che, in occasioni come queste, sta seguendo il caso ed i suoi risvolti da molto vicino.

Prima dei fatti, avevano avuto dei problemi in un pub ed era già intervenuta la polizia, i ragazzi avevano denunciato di essere stati maltrattati dai gestori. Ci hanno colpito senza spiegarci il perché. "Non ci hanno neppure parlato e ci hanno portato alla stazione di polizia".

Sulle polemiche politiche seguite ad un'affermazione dei ragazzi, secondo i quali in Italia alla bandiera sarebbe attribuito un significato diverso che non in Thailandia, Kompatscher ha invitato a considerare che è stato detto da due ragazzi: "Alle loro affermazioni, credo, non va attribuito alcun significato di carattere politico", ha affermato. "Siamo molto dispiaciuti", ha dichiarato uno di loro durante l'interrogatorio.


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