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Stando agli ultimi rumors diffusi in Rete, sembrerebbe quasi che Samsung si stia concentrando "solo" sul prossimo varo del nuovo Galaxy S8.

La Federal Aviation Administration (FAA), agenzia del Dipartimento dei Trasporti per l'aviazioni civile negli Stati Uniti inizia ad allentare la morsa circa le restrizioni introdotte lo scorso 14 ottobre che vietano di imbarcare su un aereo i Samsung Galaxy Note 7 per ovvi motivi legati al rischio di combustione che mina la sicurezza del volo.

Secondo alcune fonti dell'industria, l'obiettivo di Samsung è distribuire almeno 60 milioni di unità del device che lancerà sul mercato entro fine anno.

I motivi sono da ricercare intorno al Galaxy A5 e A7, due smartphone con prezzi vicini agli attuali Galaxy S7 che però hanno ricevuto una svalutazione nel corso del tempo.

Proprio per questo l'azienda sudcoreana vuole riuscire a riprendere la fiducia dei propri utenti e l'arrivo del nuovo smartphone top di gamma non dovrà incappare in nesun tipo di problema di sorta. E guardando questi numeri, ci viene spontaneo chiedere: cosa sarebbe successo se anche Galaxy Note 7 fosse stato un successo?

Una stima decisamente superiore rispetto a quella del Galaxy S7 per cui sono previste 48 milioni di unità. Solo precedentemente con Galaxy S4 e Galaxy S3 era riuscita a superare rispettivamente soglie di 70 e 65 milioni di dispositivi. Le indiscrezioni che intendiamo discutere sono due: il primo proviene da SamMobile, sito sempre molto interno alle vicende della Samsung, il quale sottolinea come la data di presentazione e di uscita saranno differenti.

Per quanto riguarda l'obbiettivo interno di 100 milioni di Galaxy J (2017), è probabile che la maggior parte delle vendite si registreranno in mercati emergenti come l'India e il Sud America.


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