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I 13 giudici, riuniti in camera di consiglio da stamani, hanno bocciato il quesito referendario relativo alla "abrogazione delle disposizioni in materia di licenziamenti illegittimi (n. 169 Reg. Referendum)". In quel caso la legge prevede che i referendum abrogativi che hanno avuto il via libera dalla Cassazione e dalla Corte Costituzionale vengano "congelati" fino all'anno successivo. Il governo ha già reso noto di voler intervenire su questa materia. "Noi siamo convinti che la libertà dei lavoratori passi attraverso la loro sicurezza". "Il giudizio della Corte costituzionale non ferma la nostra battaglia sull'insieme dei diritti dei lavoratori". Accolte quindi solo in parte le motivazioni del sindacato che chiedeva il sì a tutti e tre i quesiti.

Significative le dichiarazioni della leader della CGIL, Susanna Camusso, che non considera chiusa la partita sull'articolo 18. Il primo in particolare è di estrema importanza e riguarda una vasta platea di persone.

Nessun legame tra la decisione della Consulta e la durata del governo vede la ministra della Salute, Beatrice Lorenzin "Assolutamente no, non ha niente a che vedere con la durata del governo che è impegnato fuori dal Palazzo a far fronte alle priorità del paese e in Parlamento a fare la legge elettorale".

Diversa la reazione della cosiddetta minoranza Dem.

I VOUCHER - Tra di due quesiti ammessi dalla Consulta, il più importante è sicuramente quello sui voucher, cioè i buoni lavoro da 10 euro lordi che servono a retribuire il lavoro accessorio.

Per Camusso i voucher sono "uno strumemto malato" e "da azzerare".

Con il referendum si chiederà ai cittadini di abrogare le regole oggi in vigore. Il quesito proposto dalla Confederazione, duramente contestato in queste settimane, proponeva l'abrogazione della disposizione del Jobs Act con il conseguente ritorno dell'articolo 18. "Così come formulato il quesito avrebbe riportato indietro la legislazione sul lavoro a un sistema rigido e senza flessibilità, con il risultato di ingessare ulteriormente il mercato del lavoro e lo sviluppo soprattutto delle piccole imprese".


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