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"Questa primavera - commenta il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio - saremo chiamati a votare per il referendum che elimina la schiavitù dei voucher".

Per Camusso i voucher sono "uno strumemto malato" e "da azzerare". La Corte Costituzionale ha dichiarato inammissibile il quesito in calce al quale la Cgil aveva raccolto nei mesi scorsi ben 3,3 milioni di firme.

E' di pochi minuti fa la decisione della Corte Costituzionale in merito alla proposta di referendum sull'Articolo 18.

Sui voucher, i buoni lavoro che il Jobs Act ha ampliato e modificato, il governo ha già reso noto di voler intervenire. 18 dello Statuto dei lavoratori sui licenziamenti senza giusta causa. "Noi siamo convinti che la libertà dei lavoratori passi attraverso la loro sicurezza". Non è che il giudizio della Corte di oggi fermi la battaglia sull'insieme della questione dei diritti.

Fuori luogo invece il commento di "sentenza politica" del leader della Lega Nord Matteo Salvini.

"Il no della Corte Costituzionale al referendum sull'articolo 18 e il sì a quelli sui voucher e sugli appalti rappresentano una decisione prevedibile e condivisibile sia rispetto alle due ammissibilità sia rispetto alla non ammissibilità al referendum sull'articolo 18". La riforma si applica ai contratti di lavoro stipulati dopo il 7 marzo 2015 e non riguarda gli statali.

Soddisfazione per gli altri due quesiti abrogativi sul Jobs Act, di cui viene sottolineato il rilievo.

Polemiche invece per la bocciatura del quesito sulle modifiche all'articolo 18 relative ai licenziamenti illegittimi.

Si riferisce alla reintroduzione della piena responsabilità solidale in tema di appalti tra appaltante e appaltatore. Le opposizioni chiedono da mesi all'esecutivo di cancellare lo strumento; e anche dalla minoranza dem si continua ad alzare il tiro: "O si interviene immediatamente - ha ribadito Roberto Speranza - o al referendum voteremo sì".

Era il Jobs Act una riforma essenziale al sistema italiano, che tuttavia andrebbe ampliata di quei livelli di garanzia che la Costituzione dal 1948 in poi ha difeso. Accolte quindi solo in parte le motivazioni del sindacato che chiedeva il sì a tutti e tre i quesiti.


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