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Secondo l'ordinanza di custodia in carcere, i due "al fine di trarne per sè o per altri profitto o di recare ad altri un danno accedevano abusivamente a caselle di posta elettronica protette dalle relative password di accesso sia personali che istituzionali appartenenti a professionisti del settore giuridico economico nonché a numerose autorità politiche e militari di strategica importanza o di sistemi informatici protetti utilizzati dallo Stato e da altri enti pubblici".

Giulio Occhionero, ingegnere nucleare di 45 anni e la sorella Francesca Maria, di 49, sono stati arrestati oggi dalla Polizia Postale, nell'ambito dell'inchiesta Eye Pyramid.

Nella lista dei personaggi spiati ci sono moltissimi nomi illustri, tra cui anche l'ex presidente del Consiglio e attuale segretario del Partito Democratico Matteo Renzi.

Gli investigatori del Centro nazionale anticrimine informatico (Cnaipic) del Servizio polizia postale e delle comunicazioni avrebbero scoperto una botnet occulta (una rete formata da dispositivi informatici collegati ad Internet e infettati da malware, controllata da un'unica entità il "botmaster") grazie alla quale i due hanno acquisito notizie riservate, dati sensibili e informazioni private dalle numerosissime vittime prescelte; dati poi custoditi su impianti informatici statunitensi, ora sequestrati dagli operatori della polizia, grazie alla collaborazione con la Cyber Division dell'Fbi Usa. A un certo punto l'uomo e la sorella, avuto il sospetto di essere finiti nel mirino della polizia, hanno tentato di distruggere da remoto le loro tracce, ma gli investigatori, grazie anche alla cooperazione internazionale, sono riusciti a preservare il quadro dell'indagine. I due fratelli, con residenza londinese ma domicilio romano, erano piuttosto noti nel giro dell'alta finanza. L'indagine ha preso le sue mosse dalla segnalazione al Cnaipic dell'invio di una mail, indirizzata ad un amministratore di rilievo di un'infrastruttura critica nazionale, contenente il malware Eyepiramid.

Tutti gli esponenti politici, invece, venivano catalogati con la sigla "POBU". E proprio il concreto pericolo di una fuga all´estero degli indagati, titolari di diverse attivita' fuori confine, ha infatti determinato l´emissione delle misure cautelari da parte del Gip romano. Tra le vittime dello spionaggio l'ex premier Renzi.

Tra gli altri nomi emersi nell'indagine contro l'attività di cyberspionaggio vi sono quelli di Piero Fassino, Daniele Capezzone, Ignazio La Russa, Vincenzo Scotti, Alfonso Papa, Walter Ferrara, Paolo Bonaiuti, Michela Brambilla, Luca Sbardella, Fabrizio Cicchitto, Vincenzo Fortunato, Mario Canzio e il cardinale Gianfranco Ravasi.


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