KXIP vs KKR Live Score

Il dubbio è lecito: possibile che Matteo Renzi, Mario Draghi e gli altri personaggi finiti nel mirino dell' "occhio della piramide" non siano stati avvisati che qualcuno stava violando comunicazioni e informazioni private?

Roma, 11 gen. (askanews) - Il capo della Polizia, Franco Gabrielli ha disposto l'avvicendamento di Roberto Di Legami dall'incarico di Direttore del Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni.

La prima ricaduta dello scandalo delle mail spiate ai danni di politici, imprenditori e istituzioni, che ieri ha portato in carcere l'ingegnere nucleare Giulio Occhionero e la sorella Maria Francesca, colpisce, per paradosso, chi ha indagato. Il punto è che della pericolosità di questo virus, Eyepyramid, la polizia postale era al corrente dal gennaio 2016, quando un dirigente Enav presentò denuncia.

Si parla di attentato alla Sicurezza dello Stato dove sarebbero state trafugate migliaia di informazioni riservate e sensibili a pezzi dello Stato poi destinate chissà a chi. Nonostante i rischi, nessuno ha avvertito i diretti interessati.

Una leggerezza costata il posto a Roberto Di Legami.

Secondo alcune fonti del Ministero dell' Interno sono quele le reali motivazioni per cui Di Legami è stato assegnato con decisione immediata ad un nuovo incarico all'interno dell' Ucis, l'ufficio centrale del Viminale che si occupa di scorte e tutele, ma si tratterebbe di un "promoveatur ut amoveatur". Ma il Capo della Polizia Gabrielli non sa qualcos'altro...

Al via oggi i primi interrogatori dei due indagati. "Oggi risponderà alle domande del gip - aveva aggiunto - ha cose da chiarire: questa è una vicenda ancora tutta da scrivere e lui nega di aver fatto alcunchè di illecito".

E mentre la Polizia fa i conti con la rimozione di Di Legami, è in corso l'interrogatorio a Giulio Occhionero, uno dei due arrestati. "Nega di aver fatto un'attività di spionaggio, i server all'estero li aveva per lavoro".


COMMENTI